de carolisAntonio De Carolis (2011-……)

Ha sviluppato il proprio percorso professionale all’interno di organizzazioni aziendali leader nel settore dei servizi assicurativi, della moda e della comunicazione pubblicitaria.
Ha ricoperto vari ruoli manageriali nell’area Marketing e Vendite con particolare riferimento a Selezione, Formazione, Gestione e Supporto di strutture commerciali articolate.
Ha collaborato alla costituzione di una Business School svolgendo attività di docenza, progettando percorsi formativi mirati alle reti di vendita e organizzando un Master per neo-laureati da avviare alla professione di manager commerciali.
E’ relatore su tematiche legate alle professioni dell’area Marketing e Vendite presso l’Università di Torino e altre istituzioni indirizzate alla formazione dei giovani.
Collabora con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino al Master in Marketing Sales & Digital Communication con docenze in “Organizzazione delle strutture commerciali e Comunicazione”.
Collabora con la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi dell’Università degli Studi di Torino al corso Investire con docenze su “Prodotti Assicurativi e Previdenziali”.
Giornalista, Pubblicista, è autore di articoli sul marketing relazionale e sui processi di comunicazione nella negoziazione. Dal 2016 cura la rubrica Marketing People per il quotidiano web Il Torinese.
Dal 1990 è membro del CDVM – Club Dirigenti Vendite e Marketing presso l’Unione Industriali di Torino, dove nel 1996 è entrato a far parte del Consiglio Direttivo.
Ha gestito il CUM – Club Universitari del Marketing che in seguito ha fatto confluire nel CDVM, costituendo il CDVM Gruppo Giovani. E’ stato responsabile dell’Area Formazione Universitaria e dal 2001 ha ricoperto la carica di Vice Presidente.
E’ Presidente dal 2011
Dal 2016 è membro del Consiglio Direttivo di ADMC Confindustria Cuneo.

Saluto del presidente 2017 
Saluto del Presidente 2011

Paolo Guazzone (2003-2011)
E’ toccato a Paolo Guazzone, come Presidente in carica, avere l’onore e l’onere di tracciare in poche righe sessant’anni di storia di questo stupendo Club a cominciare dall’acronimo a volte difficile da pronunciare CDVM dove V ed M a volte vengono scambiate dai non addetti ai lavori.
Pensare che già nel lontano 1950 si potesse dare vita  ad un gruppo di uomini di vendita in una Italia appena uscita dalla guerra, significa che il nostro Club è da sempre circondato da persone dall’alto profilo professionale, manageriale e perché no….fantasiose.
Le notizie storiche degli esordi fanno nascere il nostro Club dall’associazione commercianti torinesi e che per circa venticinque anni opererà sul territorio cittadino e qui ricordiamo il nostro primo Presidente che dal 1950 fino al 1974 lo ha guidato: Giandomenico Grassotti. Tra il 1974 e 1975  abbiamo una gestione temporale di un anno da parte di Giovanni Tartara fino ad arrivare Federico Patrucco che rimane al timone di CDVM fino al 1982. Durante questo mandato avviene il cambiamento, ovvero da associazione di persone di vendita nell’ambito dell’associazione commercianti di Torino a Club di Dirigenti nell’ambito dell’Unione Industriale di Torino, la paternità di questa operazione la dobbiamo sicuramente a Dagoberto Brion con la nascita nel 1975 del nostro attuale CDVM primo dei Club Dirigenti dell’Unione Industriale. Dal solco tracciato da Patrucco continua con Geppe Gerardi figura di spicco e manager di grande spessore, con lui si evolve la parte Marketing del nostro Club ed il numero degli associati. Siamo nel 1990 ed il testimone passa a Gianluigi Montresor , con lui il marketing diventa un “must” sua è la paternità del gruppo giovani denominato CUM (Club Universitario del Marketing), l’estensione del Club a Biella, che purtroppo negli anni si allontana, Cuneo ed i primi contatti con associazioni nazionali quali ADICO (Associazione Italiana direttori Commerciali) ed estere SMC Svizzera ed DCF Francia. Siamo nel 2003 e dopo dodici anni Montresor cede a me la Presidenza del Club. Non è facile ereditare la moltitudine di iniziative che Montresor lascia, ma nello stesso tempo il 21° secolo si fa sentire le profonde trasformazioni del mondo del lavoro ricadono anche sulla vita del Club e quindi bisogna trasformare pur rimanendo sul solco tracciato dai miei predecessori. Obiettivo primario è quello di fare conoscere il Club oltre al mondo dell’Unione Industriale torinese.
Nel gruppo dei senior vengono introdotti oltre ai Dirigenti Industriali, manager provenienti dal terziario, liberi professionisti e titolari d’azienda.
Il CUM diviene CDVM gruppo giovani, dove oltre agli studenti universitari vengono inseriti i giovani che hanno iniziato o stanno per iniziare l’attività nell’ambito delle vendite e del marketing.
Gli incontri mensili si trasformano da cene marketing in eventi (quindi aperti anche all’esterno del Club) sia grandi (fino a 700 persone) che piccoli ma comunque con presenze medie intorno alle 100 persone.
Le attività con le associazioni già iniziate da Montresor si estendono con la creazione di INTERCLUB L’associazione tra tutti i Club Dirigenti dell’ Unione Industriale (Finanziari, Tecnici, Informatici, Comunicazione). CDVM collabora al ritorno dell’ADACI (Direttori acquisti) che negli anni novanta si allontanò dall’Unione Industriale.
Con INTERCLUB nasce ODISSEO, il premio regionale per i manager che si sono distinti nelle loro specialità per la creatività manageriale. Questa iniziativa, ormai quadriennale, non poteva che essere capitanata da chi avesse sia esperienza professionale che di gestione di Club ed il grande rientro operativo del Past President Montresor che ne assume la presidenza.
CDVM futuro è già orientato verso associazioni di marketing in ambito europeo; è giunto il momento di creare un albo professionale di marketing internazionale e noi ci stiamo provando.
Buon Compleanno CDVM

Gianluigi Montresor (1990-2003)
Geppe Gerardi lascia al successore Gianluigi Montresor un club in buona salute, che conta nel 1992 ben 270 soci (massimo storico), comprensivo della sezione staccata di Biella. Montresor porta al club la sua esperienza manageriale di Direttore Commerciale della Stampa, accentuando da un lato l’impegno formativo (con la creazione di una sezione giovanile denominata CUM poi Gruppo Giovani) e dall’altro un irrobustimento della struttura interna del club. I numeri sono significativi dell’opera svolta nei 13 anni. Nel corso di 6 mandati biennali si succedono ben 140 consiglieri e revisori, fa fede del rinnovamento l’entrata di  209 nuovi soci (contro i 295 usciti, per cessazione di Biella e per una politica più severa sul pagamento delle quote). Continua la tradizione delle serate (complessivamente 116 di cui 105 a tema), ma si contano anche 53 serate ludiche, 5 corsi e seminari per soci ed 11 per i giovani, 15 trasferte all’estero per contatti con club amici (DCF Francia, SMC Svizzera), 11 serate di Interclub (con gli altri club professionali dell’Unione Industriale di Torino).
Per alcuni anni il CDVM aderisce come socio collettivo all’ADICO. Dal punto di vista economico, quando Montresor lascia, il club vanta 174 soci paganti ed ha consolidato un bilancio di 45.000 € con una consistente riserva finanziaria.

Geppe Gerardi (1982-1990)
Personalità spiccata, proveniente dal mondo dell’automotive. Sotto la sua guida il club cresce costantemente di numero soci, continuando comunque nel solco tracciato da suo predecessore.

 

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Federico Patrucco (1975-1982)
Durante il suo settennato illuminato, ancor oggi ricordato per la sua dinamicità e concretezza, il club passa da 35 soci a 150 ed il suo bilancio da 900 mila lire del 1976 a 12,5 milioni del 1978. Sono molteplici le attività che Patrucco introduce nella vita del club, tra cui la tradizionale cena marketing mensile, che rimarrà per lunghi anni un appuntamento immancabile. Ogni mese si succedono testimonianze praticamente di tutti i settori merceologici, offrendo agli iscritti un ventaglio di conoscenze veramente innovativo per l’epoca. Patrucco, che è anche fondatore e presidente del POPAI’S Italian Charter, organizza anche numerosi corsi di formazione per i soci.

Giovanni Tartara (1974-1975)

Domenico Grassotti (fino al 1974)
Personaggio mitico e di grande simpatia che è rimasto nel club praticamente fino alla fine dei suoi giorni.

 

 

 
Dagoberto Brion
Si erano da poco conclusi i fantastici anni ’60 ed anche la prima parte del nuovo decennio appariva fervida di idee e iniziative pur lasciando già intravedere sullo sfondo l’ombra di tensioni e di particolari problemi.Venivano avanti tante novità, diverse impostazioni, modelli innovativi di marketing e di vendita con il crescente determinante ruolo dell’informatica e di nuove tecnologie.In tutto questo veloce divenire anche, e forse e soprattutto, i responsabili di vendita e di marketing avvertivano sempre più l’esigenza di punti di riferimento, di informazione e aggiornamento, ma anche di scambio di pareri e suggerimenti. L’Unione Industriale raccoglieva da tempo queste esigenze e mi proposero, l’allora Presidente Carlo De Benedetti e l’allora Direttore Giancarlo Forconi, di ricostituire il Club Dirigenti Vendite e Marketing, che era sorto nel ’50 ma che negli ultimi anni aveva sospeso la sua attività. Era un bell’impegno ma che sentivo con particolare motivazione ed entusiasmo, vista la mia precedente quindicinale esperienza in azienda prima come ispettore alle vendite, poi capo vendita, poi Direttore Commerciale. Era anche una specie di sfida personale per cercare di concretizzare nel Club i desideri e le idee che sempre avevo avvertito sul piano professionale.Così nacque nel ’75 un Comitato di Proposta con i Responsabili Marketing e Vendita (figure che allora spesso coincidevano) delle dodici più significative aziende torinesi. Il Gruppo adottò il precedente statuto e, con un atto costitutivo, alla presenza di circa 60 managers del settore, ripartì il Club Dirigenti Vendite e Marketing. L’ho seguito per tanti anni e ricordo con simpatia e non senza una venatura di nostalgia, le tante cose fatte via via con i Presidenti Federico Patrucco, Geppe Gerardi, Gianluigi Montresor fino all’attuale Presidente e amico Paolo Guazzone. E mi è gradito concludere queste considerazioni affermando con soddisfazione e convinzione che il nostro Club – che fu il primo in Italia ma credo anche l’unico nella sua lunga operatività ed efficienza – il nostro Club, dicevo, ha effettivamente realizzato gli obiettivi che l’Unione Industriale si attendeva a favore dei managers e, più in generale, delle aziende.

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